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un lavoro artistico diventa un marchio registrato nel fashion e nel design

Tutto il mio lavoro artistico, che comprende le carte intagliate, la polpa di carta, le T-shirts ed i gioielli, ha un nome che è diventato un marchio registrato: KIND OF WHITE.

Nasce come titolo di una mostra personale del 2013 improntata appunto sull’intaglio e sulle sculture in polpa di cellulosa, tutte rigorosamente bianche. Opere ispirate e dedicate principalmente al mondo femminile: astratte simulazioni di abiti e dettagli di atipici pizzi e trame.

Poi gli stessi elementi hanno subito un’evoluzione e sono diventati parte integrante delle T-shirts e dei gioielli.

La carta bianca o nera, i tessuti e l’acciaio rispecchiano la mia volontà, la concentrazione puntata prima di tutto sul racconto della trama. Il resto avviene grazie alla capacità di questi materiali di interagire con i colori, le luci e tutto ciò che avviene intorno, lasciandosi influenzare e dando vita ad innumerevoli varianti e possibilità.

forme e dettagli dalla natura e non solo

Esiste una parola inglese “pattern” che fa riferimento a quell’insieme di motivi, disegni e linee intricate, che spesso si ripetono quasi all’infinito.

Questo è ciò che ricerco e che mi attira, le forme offerte dalla natura e non solo, i piccoli dettagli su cui spesso non ci si sofferma e che fanno parte di quel microcosmo un po’ nascosto che normalmente sfugge ad una visione superficiale.

tracce, ombre, ricami: quel “passaggio” che lascia un segno

Alcune di queste forme sono dettate dalle regole della natura stessa: la nervatura di una foglia, la venatura di un legno, la trama della buccia di un frutto, la tessitura di una ragnatela, la struttura variegata della vita stupefacente e oscura del fondo del mare.

Mi piace trovare soprattutto quelle tracce dove il “passaggio” del tempo o forse di un insetto hanno lasciato un segno, fino al punto estremo: la forma dello scheletro.

Altre sono involontarie e casuali, inaspettate ombre riflesse sul muro, disegni lasciati dalla pioggia nelle pozze sul terreno e nel ghiaccio, le crepe su un muro invecchiato dalle intemperie e dallo scorrere degli anni.

I motivi e le geometrie che compongono queste immagini spesso si trasformano in ricami.

Come anche i vecchi avanzi di trine e pizzi che preferisco corrosi e un po’ sfilacciati, tipici dettagli femminili dove il disegno ordinato e preciso si interrompe a causa del tempo, che ancora una volta ha lasciato il segno.

un costante e paziente lavoro tutto “al femminile”

Come accade per la natura anche il mio lavoro richiede un tempo di crescita lento.

La carta viene intagliata manualmente con un bisturi pochi centimetri per volta.

Le ore, le giornate, soprattutto le notti si annullano e diventano preziose. Non ci vuole fretta, è un lavoro fatto di grande concentrazione che diventa un’esperienza di meditazione e mi proietta in uno spazio surreale.

Si tratta di gesti costanti, lenti e precisi, soprattutto rispettosi. Con quel ritmo e quella ripetibilità proprie della tradizione artigiana femminile, un mix di pazienza, costanza e quotidianità, legato alla manualità e al fare.

Il tempo è indissolubilmente unito al risultato e viceversa.

Così l’immagine prende vita molto lentamente, cambia, si modifica, a volte si discosta completamente dall’idea iniziale rimanendo l‘incognita che si rivela e diventa forma solo alla fine del lungo procedimento.